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27/02/2006
Nel 1991 nel distretto delle calze di Castelgoffredo si producevano un miliardo di collant.
Nel 2004 se ne sono prodotte solo 400 milioni: un calo di volumi e anche dei bilanci del 35% per quella grande fabbrica territoriale che coinvolge principalmente sei comuni della bassa mantovana (Castelgoffredo, Casaloldo, Asola, Castiglione delle Stiviere, Ceresara, Cedole).
Nessuno aveva previsto quel radicale mutamento dei costumi fatto di meno gonne e più pantaloni. Si pensava solo a lavorare, altro dal prestare attenzione alle tendenze della moda o alla rivoluzione al femminile. Ci torni in piena crisi del tessile, dopo questi numeri e in preda alla sindrome dell'invasione cinese. Ti aspetti il deserto, altro che un distretto.
Ci sono invece 280 imprese (3/4 imprese artigiane) con 6.600 addetti. Per una media di 23 addetti per impresa. Che è un numero alto rispetto ai 4,5 addetti della media nazionale. Quello che ti intriga è capire come hanno fatto prima a sopravvivere e poi a rinascere. Con i numeri di oggi che li danno leader al 70% della produzione italiana, al 60% in quella europea e al 30% in quella mondiale. Ovviamente non solo di calze da donna. Ma da lì sono ripartiti. Prima cercando di reggere la crisi delocalizzando le lavorazioni a più alta intensità di lavoro, portando in Russia e in Ucraina la cucitura e la stiratura. Fu un mezzo disastro. Adesso c'è un po' di delocalizzazione, ma più di prossimità, a medio raggio in Croazia, Bosnia e Romania.
La vera rivoluzione del modello produttivo non avvenne sulle reti lunghe della delocalizzazione. Ma attraverso lo sconvolgimento verticale delle imprese diffuse. Quando si capì che inseguendo le sirene del solo costo del lavoro il distretto era destinato a sparire, si capì anche che era finita l'epoca in cui uno faceva il filato, uno la tessitura, uno la cucitura e l'assemblaggio e un altro la tintura e la confezione.
Poi qualcuno vendeva le calze.
Dal '91 a oggi i numeri segnalano un trend costante nella concentrazione di più fasi produttive dentro le singole imprese. La crisi ha scavato nell'individualismo proprietario. Ha indotto un processo di crescita dimensionale delle aziende. Il distretto orizzontale, diffuso delle imprese a rete non esiste più. In termini di fatturato, già nel 2000, le quattro imprese più grandi rappresentavano il 50% di tutto il distretto. Il dato sale oltre l'80% se si analizzano i fatturati dei 13 leader di quello che era una volta il distretto delle calze di Castelgoffredo.
Golden Lady spa, Pompea Calze spa, CSP International Industrie Calze spa, Levante spa, Calzificio Rea] spa, Calzificio Fap spa, Gizeta calze spa, Calzificio Mura spa, Calzificio Toninelli srl, Vmc srl, Calzificio Fanzoni, con Calzedonia spa (che è addirittura fuori dal distretto di un tempo, essendo localizzata a Vallese di Oppeano che è in provincia di Verona) sono le imprese leader che fanno filiera con le altre 250 piccole artigiane.
Sono queste medie imprese che evolvendosi e verticalizzando il cielo produttivo si sono poste anche il problema, sottovalutato all'inizio della crisi, delle tendenze della moda e del mercato finale. Risolto o con negozi propri o in franchising, come Calzedonia, Pompea, Levante (che ha aperto un negozio anche a Shanghai) o con rapporti diretti con la grande distribuzione, ma mantenendo un marchio proprio.
Si è lavorato molto anche sull'innovazione di prodotto.
Con il passaggio dalla calza all'intimo della seduzione e ai capi di abbigliamento sportivi. Si sono colorate le calze, si è fatto ricerca sui nuovi materiali usando la fibra delle calze da donna per i capi di abbigliamento sportivi. Alcuni si sono specializzati nelle calze medicali per i diabetici e per i traumatizzati, lavorando in collegamento con i grandi ospedali lombardi. Perché è vero che siamo indietro sulle nanotecnologie, ma sul biomedicale iniziano a esserci metadistretti che partono dai laboratori della ricerca dei grandi ospedali come quelli di Bergamo o Brescia e arrivano alle imprese.
L'idea forza, l'innovazione che ha fatto rinascere il tessile di Castelgoffredo è il seamless (senza cucitura) per le calze. Usando la stessa macchina si è esteso il senza cucitura all'intimo e all'abbigliamento.
Ormai è prodotto da un ampio gruppo di aziende. Oggi rappresenta il 22,4% dei volumi prodotti nell'intimo e il 27,3% del valore. Il senza cucitura in termini di consumi in tre anni, dal 2001 al 2004, è cresciuto del 7,2%, L'intimo in generale del 3,2%.
Ti chiedi in quale laboratorio di ricerca è stata prodotta questa innovazione, che ha salvato dalla crisi. Per poi scoprire che il tutto è dovuto all'intreccio e allo scambio tra i produttori locali e il Gruppo Lovati di Brescia specializzato nella produzione di macchine per le calze. Assieme hanno sperimentato e realizzato, partendo dalle calze, le macchine che permettono il senza cucitura. E un percorso strano. Dove la ricerca viaggia dai grandi ospedali, alle calze per i diabetici, dalla filiera della meccanica specializzata al tessile.
Sino ad arrivare ad affrontare il problema della moda, delle tendenze e dell'economia esperienziale. Quella che tiene conto dei brand e della seduzione.
Il distretto che si basava su un'alleanza orizzontale di soggetti semplici come i piccoli produttori nelle nicchie delle lavorazioni, i sindaci, la banca locale e tanto tanto lavoro e tanto sapere contestuale, è molto cambiato.
Attraverso percorsi di innovazione di processo, la verticalizzazione, di prodotto, il senza cucitura, e fa anche a suo modo ricerca e marketing. Avvalendosi più che delle università del centro servizi finanziato in gran parte dalla banca locale, la Bce di Castelgoffredo. Che ha accompagnato gli imprenditori in tutto questo passaggio. Ma anche nel far finanza il distretto è cambiato.
Più il distretto per sopravvivere e rinascere ha dovuto conquistare nuovi mercati, più ci si è rivolti anche ai grandi gruppi bancari. In una divisione di ruoli per cui la banca locale accompagna l'impresa nella sua evoluzione territoriale, per poi passare il testimone ai grandi gruppi che hanno reti che portano nel mondo.
Fonte: Il Sole 24 Ore - 26.2.06
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